| DATA | TESTATA | ARTICOLO |
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2008 |
All About Jazz | Il chitarrista campano Luigi Pignatiello ci propone due album, intitolati rispettivamente Crossworld e According to Me che mettono in luce la sua buona padronanza strumentale in area fusion e le sue capacità come cantante nella vena di George Benson. In Crossworld l’attenzione sembra essere più spostata verso un jazz tinto di rock e musiche popolari. In questa occasione Pignatiello è accompagnato dal veterano Cicci Santucci alla tromba e al flicorno, da Ottavio Saviano alle percussioni, Gaia Possenti al pianoforte e Francesco Puglisi al basso. Le note di copertina, scritte da Santucci, sottolineano ”il feeling sensibile, raffinato, garbato, intimo del compositore che espone i suoi temi con eleganza, pulizia e chiarezza e, nello stesso tempo, svolge le sue improvvisazioni senza lasciarsi andare a facili effetti. Le sue composizioni spaziano su vari stili, frutto delle sue esperienze che dimostrano una solida e profonda preparazione nei vari generi musicali, passando dal jazz al funky, dal rock al latino”. Il successivo According to Me è più orientato a mettere in luce le doti di cantante di Pignatiello. Sin dalla iniziale “Spain” di Chick Corea abbiamo modo di apprezzare un timbro vocale caldo ed avvolgente, spesso caratterizzato da passaggi carichi di virtuosismo e sempre ben coordinato col lavoro sulla sei corde. Il successivo assolo, preso a rotta di collo, ci lascia comunque capire che Pignatiello non si lascia distrarre dall’impegno come cantante e rimane comunque sempre presente anche come strumentista. In questo secondo lavoro il chitarrista/cantante è accompagnato da Guido Aulisi al basso e da Ottavio Saviano alle percussioni. Maurizio Comandini |
2008 |
Chitarre |
“Con questo secondo cd il chitarrista Luigi Pignatiello conferma e consolida la buona impressione suscitata dal suo disco d'esordio, Crossworld [Chitarre 230], un paio di anni fa. Per il nuovo lavoro Pignatiello sceglie la dimensione del trio, a differenza del precedente in quartetto, confermando di quella formazione il batterista Ottavio Saviano e completando la ritmica col bassista Guido Aulisi. La formula in trio si rivela congeniale al chitarrista, il quale ha modo di mostrare tutta la sua bravura e fantasia producendosi in un repertorio estremamente variato che spazia dal “Concierto de Aranjuez” di Rodrigo a “Comfortably numb” dei Pink Floyd, passando da “Spain” di Corea, “Cantaloupe island” di Hancock e “Insensatez” di Jobim. Le doti chitarristiche sono evidenti in tutti i brani, ma ciò che colpisce di più sono le invenzioni solistiche dispensate a piene mani, senza mai ricorrere ai luoghi comuni tipici del chitarrismo jazz e fusion. Ben sostenuto dalla sezione ritmica, con cui rivela un ottimo affiatamento, Pignatiello si lancia in una serie di assoli sorprendenti per creatività e inventiva tali da far sembrare nuovi e originali anche standard abusati come “My favorite things”, rivisitata in chiave orientaleggiante. Le sue composizioni originali rivelano buone doti di scrittura e un gusto melodico tipicamente mediterraneo; notevoli “The Trip”, una ballad acustica e la sperimentale “Vincent”, unico brano dove fa ricorso alla sovraincisione e a effetti elettronici. Da menzionare infine l'attività di vocalist, particolarmente brillante nello swing di “I just found out about love”. Mario Calvitti (All About Jazz) |
2007 |
www.musicfield.jp |
“Un cappello nero come segno distintivo, Luigi Pignatiello giorno dopo giorno suona nelle live house italiane. Luigi, che ha frequentato i corsi della Berklee e ha studiato sotto la guida di Mick Goodrick e Frank Gambale, fonde con forza nella sua musica l’improvvisazione del jazz, il senso e l’energia del rock. Con senso ammirevole, voce e strumenti di ogni tipo di popolo sono fusi nell’opera. Nel primo brano la superiorità della voce e della chitarra faranno muovere i vostri fianchi e cosi ancora il brano numero 9 tratto dal repertorio dei Pink Floyd.” Jazzyell |
2007
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Musica jazz |
“Chitarra sola, trio, interventi vocali e repertorio che spazia in diversi campi jazz, bossa, classico e persino i Pink Floyd… Il tutto, peraltro è esposto con buona proprietà e con apprezzabile competenza strumentale sia da parte del leader (che ha anche firmato quattro temi tra cui il molto suggestivo Angel Drive), sia da parte dei due ritmi: Guido Aulisi al basso e Ottavio Saviano alla batteria”. (B.S) |
2006 |
Paolo Piangiarelli produttore della Philology |
“Per parecchi versi, questo è un disco sorprendente! Non solo ripropone e Se vi piace (e come non potrebbe?) il George Benson chitarrista e cantante, beh qui troverete un chitarrista-vocalist da quello fortemente, beneficamente influenzato… ma, attenzione senza clonazioni di sorta, visto che il nostro Luigi, almeno come jazz singer, appare addirittura superiore al modello.” Paolo Piangiarelli |
2005 |
Museo del Corso |
“La chitarra acustica di Luigi Pignatiello è già considerata leggenda nel panorama del jazz contemporaneo. Luigi Pignatiello si diploma giovanissimo al Conservatorio in chitarra classica e successivamente in Musica Jazz. Questo l’inizio di una intensa carriera di concertista, compositore, arrangiatore. Ha suonato per la Rai, Mediaset e Radio Vaticana e lavorato con formazioni jazz, blues, folk così come con importanti direttori come Pregadio e Tiso. Ha registrato per varie etichette e scritto brani per interpreti internazionali. Ha suonato su alcuni dei palchi internazionali più prestigiosi ed ha partecipato a numerosi dischi e produzioni cinematografiche. Con il suo progetto “Crossworld” così come in trio o quartetto con altri musicisti, Pignatiello offre al suo pubblico un concerto dai tratti mediterranei dove il jazz, il blues e colori etnici si compenetrano con ritmo e sensualità e sempre con purezza e semplicità di stile”. |
2005 |
Cicci Santucci |
“...Ciò che si nota maggiormente è il “feeling” sensibile, raffinato, garbato, intimo di Luigi che espone i suoi temi con eleganza, pulizia e chiarezza, e nello stesso modo svolge le sue improvvisazioni, senza lasciarsi andare in facili effetti. Le sue composizioni spaziano su vari stili, frutto delle sue esperienze che dimostrano una solida e profonda preparazione nei vari generi musicali, passando dal jazz al funky, dal rock al latino…” Cicci Santucci |
2005 |
Jazz convention Italia |
“Lo scintillante e malioso giostrare ad hoc delle cristalline trasparenze della chitarra elettrica di Luigi Pignatiello e il suo ben cesellato trinare d’incanto alle chitarre classica e acustica si stagliano con stile e perizia nel policromo affresco sonoro del cd “Crossworld”… …Pignatiello adorna di pregiata fragranza espressiva le sue descrittive tessiture acustiche, inoltrandosi con aggraziato e graduale disegno evocativo e un limpido stillare madido di lirismo, dalle pronte e vivide sortite.” Giordano Selini |
2005 |
Chitarre
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“Un interessante lavoro del chitarrista e musicista Luigi Pignatiello che raccoglie così le esperienze maturate negli anni attraverso studi, viaggi e palcoscenico …in questo cd di esordio si presenta in quartetto accompagnato da Gaia Possenti al piano, Francesco Puglisi al basso, Ottavio Saviano alle percussioni e Cicci Santucci alla tromba e flicorno come ospite. Il cd si fa apprezzare per il forte senso melodico che pervade un pò tutti i temi… è un album che evidenzia le caratteristiche del compositore, arrangiatore e soprattutto del chitarrista capace di interpretare con forte sensibilità ogni linguaggio e tradizione musicale.” Marco Giuseppetti |
2005 |
Catfish Records |
“…Il segreto di un suono cosi nuovo risiede senz’altro negli arrangiamenti dai profondi colori latinoamericani e nella scelta delle percussioni al posto della batteria… d’ora in poi Pignatiello è un artista da seguire.” |
2005 |
DNAmusic.it |
“Valido chitarrista viaggiatore con pesante bagaglio culturale, Luigi Pignatiello presenta al pubblico un cd che in maniera sorprendente mescola le varie influenze e sonorità che ha acquisito e rielaborato in tanti anni di esperienze, concerti, collaborazioni e, sicuramente, ascolti… …Chiaro, semplice ed efficace è il fraseggio di Pignatiello, mai invadente e al posto giusto, eclettico e rielaborato; ottimi gli altri componenti del quartetto, che, seppur non da protagonisti, riescono sicuramente a brillare di luce propria dando alla chitarra solista un groove e un background di notevole qualità. Rilassante, spazioso, pregnante di sorprese e assolutamente privo di eccessivi virtuosismi strumentali.” Leandro Giori |
2005 |
World Music Magazine |
“…La ricerca della semplicità, intesa come riduzione del materiale alla sua essenzialità: è questo il file rouge che attraversa il primo disco realizzato da Luigi Pignatiello, virtuoso chitarrista e instancabile ricercatore-musicista…” Raffaele Pinelli |
2005 |
Il Tempo |
“…Attraverso un lavoro intenso e curatissimo Pignatiello esprime nella musica la sua essenzialità e tutto diviene melodia, atmosfere raffinate e suggestive, attimi di forti pulsioni ed emozioni. La sua musica può essere definita come un caleidoscopio di numerose influenze musicali che vanno dal Jazz, Blues, Funk e Rock. Nove brani nei quali ci si può riconoscere e perdersi nell’immensità di una musica che parla una sola lingua anche se ha radici in molti paesi con culture e lingue diverse, perché la musica non ha barriere…” Loredana Traniello |
2005 |
Latina Oggi |
”…Crossworld… un lavoro di grande raffinatezza, che mette a nudo la vena compositiva melodica di Luigi Pignatiello.” Brunella Maggiacomo |
2005 |
Il Messaggero (Latina) |
“...Il cd, pertanto, ricrea un caleidoscopio di influenze e intrecci musicali, incroci sonori che partono appunto dal jazz per immergersi nei sapori mediterranei e sud americani ma anche nel blues, nel rock, pur di far emergere dalla musica quei sentimenti profondi, quell’atmosfera sensibile, quell’opportunità unica di poter, addirittura, “vedere la musica”. Emozioni, immagini, colori: il suono di una chitarra elettrica, gli effetti di altri strumenti e l’intonazione calda della voce possono condurre per mano in una sorta di viaggio evocativo. uggestione e raffinatezza, quindi, le caratteristiche innegabili di questo progetto musicale denominato “Crossworld Introducing Luigi Pignatiello quartet” finalizzato a ripercorrere un’esperienza musicale personale maturata nei continui viaggi in Europa, America, Africa, nei tantissimi incontri positivamente “contaminanti” e in quel momento “creativo” che è l’improvvisazione unita alla capacità compositiva innegabile…” Sandra Cervone |
2003 |
Note di copertina dal CD |
“…Davvero un tocco magico quello di Luigi Pignatiello che con la sua chitarra dipinge un immenso panorama celeste.” |
2001 |
Celtica |
“… il chitarrista che ha avuto modo di esprimere il suo talento davanti migliaia di persone al Festival Interceltique di Lorient…” |
2001 |
keltica |
“…come Luigi Pignatiello, che, oltre a suonare con ispirata passione la sua sei corde, firma anche la musica e l’arrangiamento del più bel brano dell’album, l’omonimo “Am” una sonora pacatezza di raffinata eleganza.“ |
1989 |
Piano Time |
“...Luigi Pignatiello è tra i miglior diplomati dell’anno…” |